Domenica 16 giugno 2024 l'Osservatorio di Genere ha partecipato insieme ad altre realtà del territorio ad una iniziativa dell'ANPI provinciale di Macerata per l'ottantesimo anniversario della Liberazione di Macerata avvenuta il 30 giugno 1944.

L'Osservatorio di Genere APS, la CGIL di Macerata, lo Spi di Macerata e l'Istituto Storico della Resistenza di Macerata hanno accettato l'invito dell'ANPI e hanno aderito con entusiasmo a questo viaggio che da Macerata ci ha portato verso Roma. Un viaggio nel tempo, un tempo che speriamo non torni mai più.
Prima tappa il bunker di Soratte.
Situato presso il paesino di Sant'Oreste, in provincia di Roma, il bunker la cui costruzione (mai portata a termine secondo il progetto originario) fu iniziata da Mussolini negli anni Trenta come rifugio antiaereo per le alte cariche dell'esercito italiano, fu poi utilizzato dai tedeschi e dopo la fine della seconda guerra mondiale, durante la guerra fredda e sotto l'egida della Nato cominciò ad essere utilizzato come rifugio antiatomico fino al 1972.
Poi il nostro viaggio è proseguito fino al museo della Liberazione di Via Tasso a Roma.
Il palazzo che ospita il museo durante l'occupazione nazista della capitale fu sede del Comando del Servizio di Sicurezza delle SS, sotto la guida del colonnello Herbert Kappler.

Il museo può essere considerato esso stesso documento storico, dal momento che al suo interno avvennero alcuni degli episodi più tragici della Resistenza romana.
L'appuntamento ora è per il 30 giugno 2024 a Macerata al fianco dell'ANPI per ricordare le partigiane e i partigiani che, con la loro lotta, contribuirono a liberare non solo la città ma il Paese intero.
Lo facciamo con Italo Paolucci, classe 1925, partigiano della Banda Nicolò, una delle principali organizzazioni partigiane della provincia di Macerata attiva nella zona di Monastero di Cessapalombo. Nel dopoguerra gli viene riconosciuta dalla Commissione marchigiana la qualifica di Partigiano combattente. Italo Paolucci si è spento a Macerata il 30 settembre 2015.
Chiacchierando con Marco Biancucci, a cui dobbiamo lo scatto pubblicato nel volume Riconoscersi partigiane e partigiani (ODG Edizioni, 2022), di cui è coautore insieme a Chiara Donati, Italo Paolucci, ricordando il 30 giugno 1944, disse:
Non ho festeggiato il mio ritorno a Macerata perché in piazza c'erano anche quelli che prima erano fascisti (p. 457).
Ottanta anni dopo per onorare la memoria di Italo Paolucci e di chi, come lui, rischiò la propria vita per la libertà, è necessario, oggi più che mai, (ri)trovarsi in piazza per ricordare e resistere!

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