Dal 19 al 23 luglio 2021, l’Osservatorio di Genere organizza a Macerata il meeting internazionale destinato alla formazione dei giovani che partecipano al progetto RADart, co-finanziato dal Programma Erasmus+ dell'Unione Europea. 

 

Target

Il gruppo target per questa attività è costituito da un team di giovani provenienti dai 5 Paesi coinvolti nel progetto RADart: Regno Unito, Italia, Francia, Belgio e Polonia. Ogni partner partecipa con 2 ragazzi/e, di età compresa fra i 17 ed i 25 anni, e un accompagnatore per un totale di 15 partecipanti (10 ragazzi e 5 accompagnatori).

WhatsApp Image 2021-07-22 at 20.01.15.jpeg

 

Obiettivi

Il fine principale del progetto RADart è potenziare le capacità di pensiero critico dei giovani in un’ottica di prevenzione e contrasto della radicalizzazione violenta, ma le attività che abbiamo organizzato a Macerata hanno, in particolare, l’obiettivo di:

  • esplorare dal punto di vista pratico i risultati raccolti attraverso il sondaggio condotto nei mesi scorsi (già rielaborati in questo Report Europeo)
  • discutere delle varie forme di radicalizzazione violenta presenti nei diversi contesti
  • scambiare suggerimenti per lo sviluppo del Manuale per i Formatori Giovanili (IO2)

La formazione internazionale è una parte essenziale del progetto RADart poiché consente ai partecipanti di scambiare idee e lavorare insieme a un gruppo di coetanei con culture ed esperienza diverse. Nel progetto, RADart, infatti, sono coinvolti 5 partner:  Merseyside Expanding Horizons (UK),  Town Hall Kostryzn nad Odra (Polonia), Le Foyer des Jeunes des Marolles (Belgio) ed Élan Interculturel (Francia). I partner sono in grado di raccontare e rappresentare ognuno il proprio contesto: lo scopo dell’LTTA (Learning, Teaching, Training Activities) è proprio quello di dimostrare il valore delle differenze e la forza del dialogo e del confronto.

 

Metodologia e attività in programma

Il Progetto RADart è caratterizzato dall’utilizzo dell’arte come strumento di contrasto alla violenza e al pensiero radicalizzato. Ecco perché abbiamo organizzato attività partecipative e non formali come dibattiti, workshop artistici, giochi di ruolo.

Le cinque giornate sono suddivise in:

  • momenti di formazione sui temi affrontati dal progetto
  • workshop creativi realizzati dalle artiste individuate dall’Osservatorio di Genere, come Simona Muscolini, Aurora Carassai e Sophia Ruffini, che coinvolgono i ragazzi spingendoli a mettersi in gioco
  • momenti di formazione destinati ai Partner di progetto
  • momenti di restituzione e di dibattito condiviso
  • tempo libero per favorire la socializzazione e creare coesione tra i partecipanti

La discussione è condotta da formatori giovanili preparati dall’Osservatorio di Genere, al fine di essere il più possibile efficace e avere il massimo impatto sui partecipanti.

 

(Fotografie di Simona Muscolini)