L’avventura di Traguardi 2019 volge al termine.

Traguardi, progetto lanciato ad inizio 2019 dall’Osservatorio di Genere, ha avuto come primo focus quello delle donne nello sport e più in particolare dello sport come veicolo di educazione contro gli stereotipi.

Dopo aver raccontato le realtà del basket, del softball, del calcio e del nuoto e dopo la mostra omonima esposta in occasione del festival Overtime a Macerata, Traguardi chiude il suo cammino puntando i riflettori sulla danza.

Abbiamo intervistato tre scuole di danza maceratesi, che si sono gentilmente rese disponibili per il nostro approfondimento.

Tre realtà accomunate dalla passione quotidiana per questa disciplina che riunisce in sé bellezza, passione, determinazione e tanta forza di volontà, ma anche diverse nelle loro singolarità.

 

Attraverso le parole di Cecilia Franceschetti (A passo di Danza), Elvira Pardi (El Duende) e Gianluca Marrazzo (Area 21), abbiamo quindi affrontato un viaggio nel mondo della danza, tradizionalmente considerata un’attività quasi esclusivamente femminile, ma con una partecipazione maschile ormai sempre più sdoganata.

Attraverso considerazioni che nascono dalle esperienze di bambine, bambini, ragazze e ragazzi, è scaturita una riflessione che travalica gli stereotipi di genere e che mostra questa disciplina, al pari delle altre attività finora considerate, come un’attività per tutte e per tutti, evidenziandone i lati costruttivi per la crescita fisica ed emotiva, l’educazione, le relazioni sociali.

A passo di danza contro gli stereotipi

ASD A passo di danza

 

Ecco le loro storie.

Da quanto tempo esistono le vostre scuole di danza? Chi le ha fondate?

Cecilia Franceschetti:

La scuola esiste da 16 anni. L’ho fondata a causa della mia grande passione, nata fin dalla prima volta che ho messo piede in una sala danza a 4 anni.

Il fine principale dell’associazione è quello di diffondere a più persone possibili la disciplina della danza, in tutte le sue forme… classica, moderna, contemporanea, hip hop e tip tap, passando anche per la recitazione e il musical.

Gli allievi vengono indirizzati verso i percorsi didattici rispondenti al meglio alle loro richieste ed aspettative, con un particolare occhio di riguardo per i piccolissimi.

Negli anni la nostra associazione è cresciuta non solo in numero di iscritti ma anche per le partecipazioni a rassegne, stage e concorsi con i quali alcuni dei nostri allievi, di anno in anno, ottengono diversi riconoscimenti come premi, borse di studio per stages e vacanze studio.

Gianluca Marrazzo:
La scuola è nata quest’anno, abbiamo fatto l’inaugurazione a settembre.

Il progetto in realtà è stata la conseguenza di una serie di eventi e circostanze: quelle classiche situazioni in cui puoi scegliere se tirarti indietro o fare un grande salto in avanti e come sempre nella mia vita ho scelto di andare avanti, sempre e comunque, perché credo fermamente che le migliori occasioni di crescita ci vengano date dalle difficoltà, dalle problematiche, dallo scegliere di reagire anche e soprattutto quando non ci sentiamo pronti.

Dicono che 21 grammi sia il peso dell’anima ed è proprio a questo che Area 21 deve il suo nome.

La mia ambizione e il mio sogno più grande sono quelli di poter creare uno spazio, una casa, dove ognuno possa esprimere completamente se stesso, qualunque sia la sua passione: che sia la danza, il teatro o semplicemente la ricerca del proprio benessere fisico.

Traguardi Danza Area 21

Area 21 Dance Art Studio

 

Elvira Pardi:

Il Centro danza El Duende esiste da 12 anni, è il sogno di una vita, di sacrifici e passione.

La scuola di danza nasce con l’obiettivo di promuove l’arte coreutica a 360° offrendo a quanti amano la danza, ma non solo, la possibilità di avvicinarsi e scoprirne l’affascinante mondo.

Il nostro scopo è dare la possibilità a tutti di poter conoscere, imparare, studiare, appassionarsi alla danza, indipendentemente dall’età, dal sesso, dalla condizione sociale, dalla razza.

Quanti maschi frequentano i corsi di danza? Che età hanno?

Cecilia:

Abbiamo 10 maschi che frequentano i vari corsi di danza, mentre altri 2 frequentano solo il corso di recitazione (ma sembra che da settembre vorranno approcciarsi anche loro alla danza, spinti dai loro compagni ballerini) e la loro età va dal più piccolo, che ha compiuto 3 anni a marzo, al più’ grande, che ha 17 anni.

Gianluca:

Pur avendo già dei corsi avviati con dei miei allievi è ancora difficile dare un numero preciso, dato che con questa nuova apertura ci aspettiamo nuovi ingressi.

Per ora il numero di ballerini maschi resta in proporzione ancora molto basso, nonostante siamo nel 2019, c’è ancora il preconcetto che la danza sia un’arte riservata alle donne.

Un’altra nostra ambizione è proprio quella di sradicare dalla mentalità comune questo pensiero.

Elvira:

Purtroppo i maschi che frequentano i nostri corsi sono pochi in proporzione al numero degli iscritti, nell’anno accademico conclusosi a giugno i nostri “ballerini” in tutto erano cinque.

Traguardi Danza maschile El Duende

ASD El Duende

 

Chi sono i bambini che scelgono danza? A che età viene scelta generalmente? Da che tipo di famiglie provengono?

Cecilia:

In genere la danza classica viene scelta intorno ai 3-4 anni o perché hanno sorelle più grandi che frequentano già oppure perché la propedeutica viene giustamente vista come un’educazione al movimento, alla coordinazione e alla musica.

Durante l’età delle elementari fanno più fatica ad ammettere la loro passione per la danza, gli amici soprattutto cominciano a prendere in giro, i nonni e i papà spingono per il calcio… capita che lascino per uno o due anni, ma poi la passione è più forte e riprendono i corsi.

La danza moderna viene scelta in genere intorno all’età della scuola media come integrazione allo studio della classica.

L’hip hop viene invece scelto più verso i 13 – 14 anni… viene visto come la danza più maschile.

In ogni caso questi bambini si sentono fieri e “fighi” nel frequentare questi corsi e non sentono la pressione della maggioranza femminile.

Provengono da famiglie che comunque apprezzano il mondo dell’arte e del teatro, difficilmente conoscono il balletto e la danza ma ne sono attratte, i papà forse all’inizio sono i più titubanti ma diventano i più fieri dei loro maschietti in poco tempo.

Le resistenze provengono soprattutto dai compagni di scuola e dagli amici.

Gianluca:

Parliamo in realtà di un range abbastanza vario e almeno per la mia esperienza personale non c’è un’età o un contesto familiare che accomuna i bambini/ragazzi che decidono di frequentare danza.

L’unico fattore comune è la loro forte motivazione: ogni allievo che ho avuto ha dimostrato, forse proprio per il preconcetto di cui parlavamo prima, una volontà, una tenacia, un impegno davvero molto importante nei corsi frequentati.

Per quanto possa sembrare strano, non c’è una vera e propria resistenza da parte dei genitori.

Certo è inevitabile la battuta del padre che avrebbe preferito il calcio o il basket ma al di là di questo sono i primi ad accompagnare i ragazzi a danza.

Se c’è una resistenza, ed è questa la cosa che mi fa davvero tanta tristezza, è quella dei compagni di chi frequenta danza, portando loro addirittura a volte a lasciare la propria passione. Davvero no comment.

Traguardi A passo di danza

ASD A passo di Danza

 

Elvira:

I bambini che si avvicinano alla danza sono bambini affascinati dal ritmo, dalla disciplina, dalla musica, ma anche bambini che hanno visto, nei pochi programmi televisivi, danzatori professionisti, rimanendo affascinati dalla fisicità, potenza, bellezza… e perché no dalla quasi capacità di volare di un ballerino.

Ma ahimè si contano sulla punta delle dita.

L’età è diversa, alcuni sono molto piccoli e scelgono il giocodanza®, altri di una età compresa tra gli 8 e i 13 scelgono discipline come l’hip hop.

A scegliere di studiare danza classica o danza contemporanea seriamente sono pochi, anzi rari, questi generalmente hanno un’età compresa tra i 13 e i 14 anni.

Le famiglie? Ci sono genitori consenzienti, altri in cui la madre è favorevole mentre il padre no… possiamo definirle “famiglie impaurite?”.

Adottate politiche particolari per favorire la frequenza maschile?

Cecilia:

Si, per quanto riguarda la danza classica offriamo i corsi gratuiti ai maschi in quanto più difficile ad essere avvicinata rispetto agli altri tipi di danza che invece hanno le solite politiche di aiuto nel caso di più figli/e che frequentano più corsi.

Gianluca:

Per quanto mi riguarda e per quanto possibile, cerco di incentivare la Danza.

Non c’è una “categoria” privilegiata, cerco di diffondere il più possibile questa nobile arte, che tanto mi ha donato e tanto continua a donarmi.

Elvira:

Si, alcuni nostri corsi sono gratuiti o offrono promozioni particolari sino ad una certa età.

Traguardi Danza El Duende

ASD EL Duende

 

Rispetto al passato la danza maschile oggi sembra più popolare, confermi questa impressione? Se si, da cosa dipende secondo te?

Cecilia:

Si, oggi sicuramente la danza maschile è più popolare per fortuna.

Sicuramente molto hanno fatto le trasmissioni televisive di Roberto Bolle che ha reso la danza classica maschile meno “spaventosa” agli occhi di tutti e anche di trasmissioni come “Amici”… anche se quest’ultima non la trovo educativa per altri aspetti.

Credo anche che finalmente cominci a cambiare la mentalità dei genitori stessi e che i ragazzi abbiano di più il coraggio di seguire le proprie passioni anche se meno “popolari” rispetto a quelle di massa…

Gianluca:

Si e no. Come tutte le cose, si va un po' ad ondate. So addirittura di carenza di ballerini all’Accademia di Saratov (Russia), quindi…

Preferisco sorvolare sul discorso televisivo, talents show e quant’altro...

Elvira:

Direi che è solo un’impressione, purtroppo!

Forse qualche passo avanti l’abbiamo fatto, ma veramente piccolo.

Roberto Bolle con i suoi programmi, i suoi messaggi ha promosso molto la danza, ma ancora siamo lontani anni luce per non sentire più affermazioni del tipo “ma come fai danza? Ma sei un maschio!”

Traguardi Danza Area21

Area 21 Dance art Studio

 

C'è differenza di allenamento tra maschi e femmine?

Cecilia:

Da intorno ai 12 – 13 anni si, soprattutto per la classica e la moderna.

Il corpo femminile e maschile sono diversi.

Il maschio per la tipicità della sua muscolatura deve lavorare in un certo modo per fare i “salti virtuosistici” e deve lavorare di più sulla potenza e sulla muscolatura delle braccia per poter fare le prese. Cosa che invece le femmine non fanno per non rendere troppo mascolino il proprio corpo.

Gianluca:

A meno che non parliamo di Danza classica, in cui hanno movimenti o figure prettamente maschili o femminili, no. La danza è abbastanza universale se così si può dire.

Elvira:

Da una certa età in poi sì.

Nel caso della danza classica ad esempio i ragazzi seguono classi di tecnica maschile che mirano alla potenza, al lavoro sui salti, alla preparazione delle tanto conosciute “prese”.

Ci sono mai stati danzatori maceratesi o marchigiani che hanno raggiunto livelli e risultati importanti a livello nazionale o internazionale?

Cecilia:

Se partiamo dal passato, è rigoroso nominare Enrico Cecchetti di Civitanova Marche, da cui deriva l’omonimo metodo e che è stato importantissimo per la danza russa e per la nascita del metodo Vaganova.

Più recentemente posso nominare Riccardo Borsini di Castelfidardo, Cristian Ruiz di San Benedetto del Tronto per quanto riguarda il musical, Andrea Muller, vincitore dell’edizione 2017 di amici… proprio maceratesi no… anche se finalmente ho letto di un paio di ragazzi della provincia che sono stati ammessi all’accademia della scala di Milano.

Traguardi A passo di Danza

ASD A passo di danza

 

Gianluca:

Assolutamente si, nonostante la cosa non sia molto risaputa, in molte discipline abbiamo elementi che studiano o lavorano in compagnie estere anche molto importanti.

Elvira:

Maceratesi non saprei sinceramente, ma marchigiani sì, alcuni del passato e qualcuno dei nostri giorni.

Come pensi sia recepita la partecipazione maschile ad uno sport associato tradizionalmente a ruoli femminili a Macerata/nelle Marche?

Cecilia:

Purtroppo le risatine e le critiche non sono ancora sparite, le stupide concezioni permangono, soprattutto tra i ragazzi delle medie e delle superiori.

Un po’ per le castronerie dell’età e un po’ per le idee che si sentono in famiglia, ancora oggi che maschio ballerino è sinonimo di gay.

Un nostro allievo 2 anni fa in primo superiore si è preso un pugno in faccia a scuola ed è stato buttato sopra la cacca perchè frequentante lezioni di danza.

Beh lui a testa alta ha continuato a venire a lezione, lo fa tutt’oggi ancora più fiero.

Ha addirittura invitato questi compagni a fare una lezione per ogni disciplina… solo in 2 sono venuti ma si sono ricreduti sul fatto che sia un’attività per femmine… la fatica è stata tanta e hanno chiesto scusa.

Traguardi Danza Area 21

Area 21 Dance art Studio

 

Gianluca:

Da precisare sempre…. che la danza non è uno sport ma un’arte!!!

Purtroppo ad eccezioni di alcune realtà, bisogna ancora fare tanto per diffondere la cultura della danza nelle Marche e non solo quella maschile.

Per alcuni versi siamo una regione ancora un po' arretrata.

Colpa anche delle scuole di danza, che anziché prefiggersi di informare e formare, hanno lo scopo di arricchire il proprio portafoglio ma questo è un altro discorso.

Elvira:

Penso, ma forse io sono un po’ pessimista, che sia ancora recepita “una cosa da femmine”! Ma anche qui non bisogna generalizzare!

Cosa pensano le bambine e le ragazze dei maschi che fanno danza?

Cecilia:

Sono felici di avere dei maschi nel gruppo, si possono fare esercizi che solo tra femmine non si potrebbero fare e ci si sente parte di una scuola “figa” perché non tutte le scuole di danza della zona hanno dei maschi.

Nel gruppo delle più grandi cominciano anche le cotte… comunque in realtà considerano la presenza maschile normale, come è normale che a scuola le classi siano composte da maschi e femmine.

Gianluca:

Fortunatamente un allievo maschio, viene semplicemente percepito come un altro compagno con cui condividere la propria passione.

Elvira:

Che la classe, la coreografia, il balletto, il gruppo sono più completi, belli, coinvolgenti.

Spesso in sala danza sento dire “magari ci fossero dei ballerini”!

Traguardi El duende

Cosa potrebbe dare la danza ad un bambino o ad un ragazzo?

Cecilia:

Sicuramente consapevolezza del proprio corpo, musicalità, eleganza, un bel fisico e un animo incline all’arte e quindi secondo me una persona dalle vedute più ampie.

Come con tutte le discipline avrà caparbietà e forza di lottare per raggiungere i propri obiettivi con lo studio e la tenacia.

Gianluca:

Parlo per esperienza personale quando dico che la danza può cambiarti la vita.

Che tu sia ragazzo o ragazza, giovane o meno, farsi prendere dalla danza, vivere di danza è qualcosa che può solo che migliorarti e renderti una persona migliore…

Tralasciando i benefici fisici che può portare come l’elasticità, la forza, la velocità e il controllo del corpo; a mio avviso i migliori benefici li abbiamo dentro.

Fare danza è qualcosa che ti porta ad essere sempre di fronte ai tuoi difetti e ai tuoi limiti, ma sempre è solo con lo spirito di migliorarli, di superarli.

Ti rende conscio di quel che puoi fare per te ma soprattutto per gli altri, come rapportarti e non con loro.

Fare danza ti porta ad interpretare diversi ruoli non fingendo o recitando, ma trovando quella parte del personaggio dentro di te e così impari a conoscerti come forse non avresti mai fatto;

e per quanto possa sembrare strano fare di danza ti aiuta a capire quanto sia importante essere e non apparire.

Elvira:

Bella domanda. Dovremmo chiedercelo tutti, dovrebbero chiederselo i nostri ragazzi, i loro genitori, gli educatori, gli insegnanti…

Io dal mio canto la penso così, la danza dona a tutti indipendentemente dal sesso o dall’età armonia, benessere, autostima, bellezza, grazia, gentilezza, resistenza, disciplina, forza, spirito di sacrificio, coordinazione, senso di ritmo, capacità di osservazione e di senso critico, insomma potrei star qui ad elencare un’infinità di qualità ed aspetti benefici della danza … ma in fondo io sono di parte!

Vuoi aggiungere qualcosa?

Cecilia:

Grazie per questa iniziativa, il mondo bigotto si cambia anche così.

Gianluca:

C’è poco da aggiungere… Ma molto molto da fare…

Elvira:

Si! Vorrei citare un’affermazione dello scrittore, drammaturgo irlandese Samuel Beckett, che diceva “prima Danza. Dopo pensa. E’ l’ordine naturale delle cose”.

 

A.S.D. A passo di danzaA.S.D. A passo di danza

Area 21- Dance Art Studios

A.S.D. Centro Danza El Duende

 

 

Articolo di Silvia Alessandrini Calisti

Foto di Simona Muscolini