ll 17 maggio è la Giornata Internazionale contro l'omolesbobitransfobia

Abbiamo letto affermazioni gravi che hanno in modo strumentale collegato il testo di una circolare del MIUR che così recita: si invitano “i docenti e le scuole di ogni grado, nell'ambito della propria autonomia didattica ed organizzativa” a “creare occasioni di approfondimento con i propri studenti sui temi legati alle discriminazioni, al rispetto dei diritti umani e delle libertà fondamentali” ad una fantomatica ideologia gender.

Troviamo ingiusto che indicazioni ministeriali chiare circa la necessità che le classi scolastiche marchigiane diventino sempre più luoghi di costruzione di una cultura del rispetto e di contrasto di ogni forma di violenza, vengano ridotte a strumento ideologico.

 

L'Osservatorio di Genere, da ormai 11 anni, si occupa di educazione inclusiva e di valorizzazione delle differenze, in linea con le indicazioni di leggi nazionali e di programmazioni europee, basta citare gli obiettivi dell’Agenda 2030.

 

Ricordiamo ad esempio l'obiettivo 5 che è esplicitamente dedicato alla Parità di genere: "RAGGIUNGERE L'UGUAGLIANZA DI GENERE E L'EMPOWERMENT (MAGGIORE FORZA, AUTOSTIMA E CONSAPEVOLEZZA) DI TUTTE LE DONNE E LE RAGAZZE". A questo si affianca il “Leaving no one behind” (“Non lasciare nessuno indietro”) che dell’Agenda 2030 è il cuore pulsante e che invita tutti i paesi a rispettare, proteggere e promuovere i diritti umani, incluso il diritto alla salute, senza distinzione di alcun tipo, in riferimento a origine, colore, sesso, lingua, religione, opinione politica, origine sociale, proprietà, nascita, disabilità o di altra condizione.  

 

Quella dell'Osservatorio di Genere è dunque una storia anche di testimonianza diretta di quanta dedizione, coraggio e etica valoriale i docenti e le docenti impieghino a scuola nel dare spazio e valore alle storie di tutti e di tutte ed alle narrazioni differenti. Così si cresce insieme, imparando il dialogo ed il confronto perché la scuola ha un ruolo educativo e di crescita critica.

 

Si lavora in classe per sensibilizzare e per contrastare la violenza maschile contro le donne, per prevenire fenomeni di bullismo e cyberbullismo, in un’ottica di parità di genere, di cittadinanza attiva e di lotta alle discriminazioni, di qualsiasi tipo esse siano, di genere, sesso, lingua, cultura.

 

Quello che facciamo in classe e insieme a tante scuole che abbiamo attraversato e da cui ci siamo lasciate attraversare in questi anni, è costruire uguaglianza, inclusione, rispetto nella convinzione che i diritti o sono per tutti e tutte o sono privilegi!