Calcio femminile: l’abbinamento di queste due parole ancora oggi in Italia è spesso considerato fastidioso da molte persone.

Il calcio, sport maschio per eccellenza.

 

“Non è uno sport per signorine”, “Le donne non possono parlare di calcio”, “Le donne nel calcio? No. O fanno le pulizie o stanno in cucina”

 

Frasi dette pubblicamente e poi rimbalzate di bocca in bocca fino a divenire patrimonio genetico dell’italiano medio, che mai accetterebbe lo sconfinamento femminile in quello che da sempre costituisce il rituale tribale più maschile dei nostri tempi.

 

La strada per abbattere i pregiudizi è sempre piuttosto lunga e faticosa, ma, calcio dopo calcio, a piccoli passi, si sta raggiungendo l’incontrovertibile verità che lo sport è sport, a prescindere da chi lo pratica.

 

La costruzione di questo arduo percorso è supportata con passione e grinta dall’attività quotidiana di tante realtà sportive che stanno ottenendo sempre maggiori conquiste e consensi.

 

Un esempio concreto e di successo è rappresentato dall’esperienza dell’ASD YFIT Macerata, che abbiamo scelto per la terza puntata della nostra rubrica Traguardi, dopo il Pink Basket e il Macerata Softball.

 

CALCIO FEMMINILE YFIT MACERATA

 

Dalle bimbe dei primi calci alle ragazze e alle donne della prima squadra, anche a Macerata la passione e la grinta gradualmente stanno vincendo e coinvolgono sempre di più, contribuendo ad abbattere muri elevati senza motivo.

 

Hanno risposto all’intervista il presidente dell’ASD YFIT Massimiliano Avallone e la direttrice sportiva Federica Romiti.

 

calcio femminile YFIT

Qual è la storia del calcio femminile YFIT a Macerata?

La A.S.D. YFIT è stata costituita nel 2016.

 

L’idea di un'associazione di “puro” calcio a 11 femminile, è nata in Inghilterra durante le Olimpiadi estive del 2012 che ebbero luogo a Londra, quando il fondatore e presidente della società, di origine partenopea ma cresciuto nelle Marche, conobbe la realtà del Chelsea Football club Women e si appassionò a questo incredibile sport.

 

Nel 2017 a Macerata è nata dunque la società di calcio a 11 femminile con il settore giovanile.

 

calcio femminile YFIT Macerata squadra

Chi sono le bambine/ragazze che scelgono il calcio?

Le bambine e le ragazze che scelgono il gioco del calcio hanno prevalentemente genitori, fratelli e cugini che lo giocano.

 

Sono comunque bambine che oltre a dimostrare interesse, hanno entusiasmo ed anche una maggiore consapevolezza rispetto alle coetanee che scelgono degli sport tradizionalmente al femminile: hanno una maturità che fa loro sfidare pregiudizi e sessismo.

 

Il calcio è una loro scelta, nessun genitore vorrà e potrà costringerle al gioco del calcio. Potremmo quindi affermare che queste giovani sanno bene quello che vogliono.

 

calcio femminile macerata

Che età hanno le atlete?

La rosa delle atlete della YFIT va da un minimo di 5 anni fino a 14 anni per il settore giovanile scolastico con le categorie:

  • Primi calci (4-6 anni)
  • Pulcini U10 ( 7-9 anni)
  • Esordienti U12 (10-12 anni)
  • Giovanissime U15 (13-15 ANNI)
  • Prima squadra(15-40 anni)

calcio femminile

Quanto si allenano?

 Le atlete della YFIT, assistite da uno staff tecnico e psicologico, si allenano 2 volte alla settimana.

 

Da chi è formato il pubblico?

Il pubblico è fondamentalmente composto da genitori, parenti, amici delle atlete ed ex giocatrici di calcio, oltre ad una sparuta presenza di curiosi.

 

Come pensate sia recepita una realtà sportiva tutta al femminile in uno sport associato tradizionalmente a ruoli maschili a Macerata/nelle Marche?

Il calcio al femminile è recepito purtroppo con molta superficialità, senza rispetto per le giovani che inseguono una loro libera scelta e per i loro genitori che comunque fanno sacrifici e rinunce.

 

Molti, moltissimi ruoli e scelte fino ad oggi sono stati e sono appannaggio degli uomini, ma per fortuna con il tempo molte cose sono cambiate e altre cambieranno e questo accadrà anche per il mondo del calcio femminile.

 

Rispetto alle altre province marchigiane, che hanno uno storico più datato e un inserimento importante già raggiunto nel calcio femminile, Macerata solo ultimamente sta muovendo i suoi passi anche con atlete molto giovani.

 

calcio macerata YFIT

C'è differenza di allenamento tra maschi e femmine?

L’allenamento è necessariamente diverso per i giovani in età scolare per la diversa costituzione, per la forza e per la resistenza negli uni e per la maturità, per la disciplina, per l’intuizione e per la determinazione nelle altre.

 

Differenze che comunque con la crescita si affievoliscono.

 

C'è aggressività? Se si, come per i maschi o diversamente?

L’aggressività si potrebbe dire che è prevalentemente maschile.

 

Nelle atlete sono sicuramente più evidenti la grinta e la determinazione.

 

calcio ragazze macerata

Com'è in generale la percezione maschile degli sport al femminile?

Per quanto riguarda il calcio femminile c’è una scarsissima attenzione e un quasi mancato interesse da parte dei maschi che considerano - senza motivazioni - questo sport solo al maschile.

 

Questo dimostra un grave pregiudizio e mancanza di rispetto verso il mondo femminile.

 

Senza dubbio  la danza classica, la ginnastica artistica, ritmica, il nuoto sincronizzato sono considerati sport più adatti alle femmine.

 

calcio bambine macerata

Reclutamento: quali difficoltà? 

Considerato che finalmente anche in Italia si comincia a parlare di calcio femminile e che anche i mezzi di comunicazione lo divulgano, questo aiuta sicuramente il reclutamento delle bambine interessate e le conseguenti iscrizioni.

 

È comunque importante e necessario che a monte ci sia sempre un’organizzazione seria ed efficiente per il buon esito di una crescita sana del calcio femminile.

 

Pensate che lo sport possa essere  un modo per la donna per riscattare le discriminazioni con cui spesso viene a contatto nella sua vita?

Anche lo sport può essere di aiuto ma sicuramente non basta. Ci vuole ben altro.

 

calcio pallone femminile macerata

 

YFIT, sito web ufficiale

Pagina Facebook YFIT Macerata

 

Articolo di Silvia Alessandrini Calisti

Foto di Simona Muscolini